L'ottone è un materiale malleabile che ben si presta alla realizzazione di targhe e targhette per uso aziendale e professionale.

Ma cosa collega la lega metallica al noto autore? Scopriamolo in questo articolo.

Omero per primo ne parla, mettendolo in relazione con Afrodite, dea della bellezza e dell’amore.

Il “rame dalla montagna”, l’oricalco (dalle parole greche ὄρος, óros, “monte” e χαλκός, chalkós, “rame”) ricompare poi, grazie a Platone, nel mito di Atlantide, ove si estraeva appunto un metallo rossastro, secondo per valore solo all’oro. 

Si sta dunque parlando di una lega a noi oggi molto nota: in particolare, di una lega di rame e zinco.

La trascrizione latina di ορειχαλκος ha poi adattato óros ad āurum, “oro”, cosicché aurichalcum è giunto a significare letteralmente “rame d’oro” o “rame dorato”.

Nel Medioevo era usato per fabbricare di strumenti musicali tipo trombe, chiarine e simili, detti “Oricalchi” o anche ottoni, un nome a cui siamo decisamente abituati! 

Ascendenze prestigiose insomma per una lega, composta anch’essa di rame e zinco, del color dell’oro e ben presente nella nostra quotidianità, al lavoro, in ambito aziendale, presso studi professionali o, per l'appunto, in ambito concertistico.

Scopri di più nella seconda parte dell'articolo sulla storia dell'ottone, e di come sia giunto sino ai giorni nostri conservando le sue caratteristiche di forte impatto visivo.