L'ottone è un materiale malleabile che ben si presta alla realizzazione di targhe e targhette per uso aziendale e professionale.

Ma cosa collega la lega metallica al noto autore? Scopriamolo in questo articolo.

Nel nostro Paese è il metallo più usato, dopo il ferro. E non è complicato capire perché:

  1. La spiccata capacità di legarsi agli altri metalli ne rafforza le caratteristiche meccaniche e chimico-fisiche
  2. Ha un’elevata conducibilità termica ed elettrica
  3. Resiste alla corrosione
  4. E’ alla base della formazione di varie leghe.

Tra queste leghe, le principali – e tra loro molto diverse, sono

  • Bronzo, il cui uso risale ad un’epoca molto lontana, come dimostrano i Bronzi di Riace o al il Colosso di Barletta. Si ottiene aggiungendo al rame una buona percentuale di stagno, quasi il 18-20%. Se lo stagno supera il 18% si ottiene una lega piuttosto dura, generalmente impiegata per produrre cuscinetti. Se al rame e allo stagno vengono aggiunti alcuni elementi quali l’alluminio, il fosforo, il berillio si ottengono dei bronzi speciali.
  • Ottone, una lega costituita per il 50% da rame e dalla restante parte da zinco, nelle proporzioni approssimative di 1 ÷ 1,5 parti di zinco e 2 circa di rame. Al di là dei miti, sembra che l’ottone fosse noto in Palestina fra il  XIV e il X sec. a.C. Allora non si conosceva lo zinco metallico, per cui veniva realizzato quale lega “occasionale” riscaldando il rame in granuli alla presenza di minerali di zinco. Ed è il tenore di zinco a determinare nell’ottone proprietà come la resistenza meccanica, il colore, la lavorabilità all’utensile, la duttilità, la conduzione di elettricità e calore, la resistenza all’abrasione e alla corrosione.

Che fine ha fatto oggi l'oricalco cui cui parlava in origine Omero?

Nel dicembre 2014, sulla costa sud della Sicilia a Gela, è stato rinvenuto un grande numero di presunti lingotti di oricalco in una nave di circa 2.600 anni fa. Una volta effettuate le analisi metallografiche, la lega è risultata composta di 75-80% di rame, 15-20% di zinco, con piccole percentuali di nichel, piombo e ferro. Benché  impropriamente definita dalla stampa come “oricalco”, in realtà è apparsa  riconducibile all’ottone.