La pirografia è l'arte di decorare legno o altro materiale con "bruciature" che risultino dall'applicazione precisa con uno strumento specifico, come ad esempio il "poker".

A seguire una breve disamina sulle caratteristiche principali dell'arte e sulle sue origini.

Così denominato in quanto strumento fortemente legato alla nascita del noto gioco d'azzardo, il poker altro non è che un bastone utilizzato per smuovere i tizzoni di un focolaio; proprio attorno ai focolai è infatti nato il famoso gioco di carte.

Ad oggi gli strumenti per creare opere d'arte pirografiche sono molteplici e molto evoluti, pur conservando il medesimo principio originale: l'applicazione di bruciature controllare in modo da generare un effetto artistico assimilabile al chiaro-scuro che è possibile ottenere con una matita da disegno artistico.

Mentre ad oggi disponiamo di strumenti evoluti e personalizzabili, come marchiatori a caldo con bomboletta di gas integrata, in passato non era raro utilizzare anche lenti per convogliare la luce del sole in punti precisi, bruciando i contorni ed i tratti principali dell'opera in realizzazione.

Il materiale in assoluto più comune per la pratica della pirografia, considerate le sue caratteristiche intrinseche, è indubbiamente il legno; nello specifico, i legni più chiari, come il sicomoro, sono preferibili in quanto semplificano la creazione del contrasto tra la sezione bruciata e quella intonsa. Non è comunque raro l'utilizzo anche di legni più scuri, come il cedro o il pino.

L'utilizzo di materiali diversi è stato sperimentato nel tempo dagli artisti, con risultati particolarmente eccellenti su superfici di pelle trattata; la pelle trattata con oli vegetali ben si presta alla pirografia, consentendo livelli di sfumatura e dettaglio in molti casi anche superiori a quelli possibili sul legno.

Scopri di più sulla storia della pirografia nella seconda parte.