Il sistema d’onore è alla base dei comportamenti umani.

Promesse, strette di mano, accordi verbali; sono tutti elementi con i quali ci si confronta quotidianamente e che di volta in volta si sceglie se accettare per buoni o meno, a seconda di chi si abbia di fronte.

 

Il sistema d’onore risulta però possedere una pecca profonda, di difficile risoluzione: si basa sulla buona fede altrui.

I sigilli in ceralacca sono una testimonianza antica e affascinante del fatto che non sempre il sistema d’onore sia sufficiente.

Risalenti al tempo dei romani, i sigilli erano in principio creati con il bitume e non vi era una particolare attenzione all’elemento decorativo; la natura del sigillo era puramente funzionale e serviva a garantire l’integrità delle missive che venivano inviate.

Nell’arco del tempo si è prediletto sempre più l’utilizzo della cera d’ape, grazie alla facilità di gestione e alla bassa temperatura necessaria per lo scioglimento.

La cera utilizzata era naturalmente incolore e lievemente trasparente, sino al sedicesimo secolo, quando divenne pratica diffusa l’utilizzo del vermiglione per la colorazione, dando origine al tipico colore rosso scuro così iconico da giungere sino ai giorni nostri.

La composizione stessa della cera utilizzata cambiò nel tempo, con l’aggiunta di materiali diversi, tra i quali il gesso, utilizzato in proporzioni diverse a seconda del prestigio dell’oggetto su cui il sigillo andava applicato; non veniva infatti utilizzata la stessa composizione per una missiva di routine ed una bottiglia di vino prestigioso.


Ad oggi la pratica rimane diffusa come valido metodo di “garanzia” ed è agevolata dalla disponibilità di materiali evoluti e di più comodo utilizzo per l’applicazione e la timbratura della cera.