L’utilizzo dell’inchiostro come mezzo di comunicazione risale alla nascita delle civiltà moderne per come oggi le conosciamo. Le più antiche pitture rupestri conosciute furono create più di 40.000 anni fa a El Castillo, nel nord della Spagna, e Sulawesi in Indonesia. Le prime immagini erano rappresentazioni astratte, vagamente raffiguranti il mondo circostante, in maniera non dissimile da quanto avrebbe fatto un bambino con un pennarello.

Sarà necessario attendere molti millenni ancora per veder materializzate le prime rappresentazioni raffiguranti in maniera fedele la natura, nella grotta Chauvet in Francia. In quest’epoca, l'inchiostro utilizzato era basato su coloranti di manganese rosso, ocra e nero, ma anche di linfa vegetale e sangue animale. Da allora, il materiale dell'inchiostro e le sue caratteristiche sono cambiati incredibilmente.
Quest’articolo ed il suo seguito, nella parte II, ripercorrono in breve il percorso che ha condotto l’umanità dall’utilizzare sangue animale, all’avere a disposizione inchiostro in innumerevoli forme e disponibilità.

Parole e immagini

L'uso dell'inchiostro è rimasto esclusivamente artistico per oltre 35.000 anni. La scrittura emerse nella regione sumera della Mesopotamia intorno al 3200 aC, e fu prodotta creando impressioni in argilla o incidendo su altre superfici. Lo sviluppo della scrittura con l'inchiostro è avvenuto intorno al 2500 aC, all'incirca nello stesso periodo, sia in Egitto che in Cina.

Per il ottenere il pigmento d’inchiostro veniva utilizzato un tipo di carbone chiamato lampada nera, che viene creato tramite catrame parzialmente bruciato e olio vegetale. Il pigmento veniva dunque sospeso in gomma o altra colla, per assicurarsi che aderisse alla superficie dell'ospite.

L'avvento della scrittura a base di inchiostro ha comportato lo sviluppo quasi in contemporanea dei primi esempi storici di carta, sotto forma di papiro, ricavata dal midollo della pianta di papiro, un tipo di carice.

Tuttavia, il papiro era fragile, non poteva essere piegato ed era suscettibile alle condizioni, fossero secco estremo o umido. In breve il papiro venne soppiantato dalle pergamene, fatte di pelle animale assottigliata.

L'inchiostro più diffuso divenne invece quello indiano, leggera variazione di quello inventato in Cina, ma più resistente nel tempo; fu esattamente questo tipo di inchiostro quello impiegato per scrivere i rotoli del Mar Morto, sebbene quest'ultimo con una base di cinabro rosso (minerale di mercurio).

Gli inchiostri a base di pigmento necessitano però di una carta molto assorbente, motivo per cui a partire dal Medioevo cominceranno ad essere sviluppati inchiostri a base ferrosa. Questi inchiostri richiedono l'utilizzo di una penna o piuma per l'applicazione, e diventeranno gli inchiostri di più frequente utilizzo tra il dodicesimo e diciannovesimo secolo.