Nonostante abbiano avuto un’evoluzione storica variegata, i sigilli hanno conservato il loro scopo di base: la validazione e ufficializzazione di un documento, molto spesso di natura legale.

A partire dal medioevo, i sigilli di ceralacca sono stati utilizzati fondamentalmente in due forme distinte: mediante l’applicazione diretta a chiusura del documento o mediante pendenti applicati allo stesso tramite piccoli cordoni.

 

Nel primo caso, il documento in questione veniva sigillato e piegato su sé stesso in modo che la cera applicata potesse effettivamente fungere da elemento di chiusura.

Alla cera ancora calda veniva dunque applicato un emblema, rappresentante l’emissario del documento in questione.

 

Era pratica comune conservare un’unica matrice del timbro utilizzato per marchiare il sigillo, in modo da evitare contraffazioni o tentativi di danneggiamento del sigillo stesso.

A tale scopo è anche da ricondurre la natura molto elaborata degli emblemi sino a noi tramandati, in particolare quando si tratta di casate nobili.

Nel secondo caso, invece, il sigillo pende generalmente da due piccoli cordoni che sono cuciti direttamente all’interno delle piega superiore o laterale del documento.

 

Tale pratica è tutt’oggi in uso per i documenti di rilevanza politica, pur non adempiendo più allo scopo originale di sicurezza del contenuto, ma preservando un significato cerimoniale e di tradizione.

Nel tempo si è infine instaurata la pratica di applicare il sigillo direttamente alla facciata di un documento legale, e tale pratica è ancora comune ad oggi, in particolare nel mondo anglosassone, come valida alternativa al classico timbro ad inchiostro.